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Escursionismo / Viaggio
17/08/25
Tonton Outdoor

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Articolo aggiornato il : 17/08/26

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I 5 consigli di Tonton Pierre per completare l’UTMB

I 5 consigli di Tonton Pierre per completare l’UTMB

Ultra-trail runner, accompagnatore in montagna, navigatore e giornalista (dopo la Presidenza della Repubblica smetto i vari lavori), ti propongo di distillarti alcuni consigli tratti dalla mia esperienza personale, per prepararti all’Ultra-Trail du Mont-Blanc. Il mio obiettivo: indicare alcuni errori da principiante facilmente evitabili, prima di allinearti sulla linea di partenza della Mecca dell’ultra-trail: il famoso UTMB!

Congratulazioni! Sei stato estratto a sorte tra le migliaia di « pazzi » e appassionati di questo sport di endurance, che somiglia più a una prova di avventura di lunga durata di Koh-Lanta che a una mass start delle Olimpiadi invernali di biathlon. Una volta ricevuta la preziosa mail di conferma dell’iscrizione, pubblicate le tue storie su Instagram e Facebook, si passa alle cose serie: la preparazione di questo ultra-trail in montagna e la gestione di questo evento planetario a cui avrai la fortuna di partecipare.

Consiglio n°1: a lungo e lentamente, ti muoverai

Mangiare dislivello a cucchiaio mattina, mezzogiorno e sera, senza moderazione. Spiego: lo sforzo lunghissimo di una tale prova (hai 46 ore e 45 minuti per tagliare il traguardo davanti al sagrato del municipio di Chamonix) richiede che il tuo corpo si abitui a essere "sballottato" nelle sue abitudini da terrestre sedentario. Camminare, salire le scale, trottare, equipaggiarsi con uno zaino abbastanza carico, rappresentano altrettanti trucchi che ti aiuteranno a prevenire lo sforzo, almeno, di una notte e di una giornata intera in natura, a lottare contro gli elementi esterni. Questa « lotta » può trasformarsi in « adattamento » se ottimizzi gli allenamenti e le abitudini, con in testa l’obiettivo di essere un glorioso « finisher » dell’UTMB. Questo piccolo soprannome che qualifica tutti quelli che hanno terminato la prova - nei tempi - e che potranno passeggiare per le strade di Chamonix con indosso un premio vestiario di alta gamma: il gilet dal colore dubbio, per "portare fuori la spazzatura" fino alla prossima edizione.

Per me, non c’è bisogno di infliggerti sessioni alla soglia se lo scopo è finire la gara con l’acronimo di quattro lettere "UTMB". Preparo molto di più i miei ultra-trail pianificando uscite in escursionismo per tutta l’estate a un ritmo lento ma con uno zaino più carico del giorno della competizione. Ci trovo piacere, abituo i muscoli al dislivello positivo e al dislivello negativo, proteggendo al tempo stesso le ginocchia contro la ripetizione degli impatti, derivanti dalla corsa in discesa. La lunghezza delle mie uscite, spesso « a giornata intera », aiuta il mio organismo ad abituarsi allo sforzo lungo ma anche e soprattutto ad adattarsi alla natura montana, al suo clima mutevole, al suo terreno ripido e alla digestione durante lo sforzo. L’idea è chiaramente quella di essere attivi per tutta la giornata per abituare il corpo all’attività. Cittadini, prendete le scale uscendo dalla metropolitana, camminate o usate la bici per andare al lavoro e abbonatevi annualmente alla Torre Eiffel, che salirete almeno quattro volte per raggiungere 1104 metri di dislivello. E sì, sistema « D » obbliga… Da notare che potete alternare anche con la Torre Montparnasse e il Sacro Cuore per trovare dislivello urbano. In breve, per riassumere: muovetevi, dinamizzate i muscoli e privilegiate gli sforzi lunghi a bassa intensità rispetto a sessioni di cross-fit di 35 minuti.
 

Consiglio n°2: il tuo corpo, lo conoscerai a menadito

Nella vita di tutti i giorni, lo stomaco è regolato per digerire i pasti e i nutrienti durante le fasi di riposo del cuore, cosa che ovviamente non avverrà durante l’UTMB. Abituandosi a ingerire barrette di cereali, frutta secca, noci e altri semi oleosi, si abitua il corpo e il palato a digerire questo tipo di cibo calorico e digeribile e ci si premunisce contro eventuali disturbi digestivi che possono portare all’abbandono.

Testare i prodotti alimentari in anticipo si rivela obbligatorio. Validateli, elencateli e preparateli meticolosamente per il giorno « J ». L’improvvisazione non ha posto in questo tipo di prova dove il minimo granello di sabbia nell’ingranaggio può avere conseguenze disastrose. Che si tratti di pasta, riso, lenticchie, quinoa, patate dolci, dovete sapere quale piatto il vostro organismo digerisce meglio prima e durante lo sforzo. Le intolleranze, i problemi di digestione di certi alimenti (ciao il cetriolino sott’aceto, nascosto nel burger del fast food di cui non citerò il nome), i problemi di gusto, insomma, dovete conoscere le conseguenze che ogni alimento avrà una volta posto come combustibile in bocca. Divieto formale di testare un piatto che non conoscete in fondo a un oscuro punto di ristoro a La Fouly. La sanzione può essere immediata e severa, dall’arresto improvviso tra i cespugli alla « galette » (non quella della creperia, occhiolino ai bretoni) fino allo stato febbrile che vi toglie l’appetito e vi consuma a fuoco lento fino a quando Roger, volontario a Vallorcine, vi dice di mettere la freccia a destra, mostrandovi la barriera oraria superata.
 

Consiglio n°3: tecnicamente ed efficacemente, ti vestirai

Il trail è semplice come bere un bicchier d’acqua: un paio di scarpe, una maglietta traspirante, un pantaloncino e via! Ma ciò che vale per un giro di 8 chilometri nei boschi vicino casa, purtroppo non si applica sull’UTMB. L’ostilità della montagna c’entra per molto: aria secca, temperatura che può salire a 35 gradi e scendere a -15 gradi in 24 ore, pioggia, neve, vento, canicola, insomma. Il cocktail è esplosivo e richiede di equipaggiarsi come un guerriero vichingo, senza la spada.

La scelta dei Tonton per affrontare la pioggia: la giacca Gore Concurve Gore-Tex

Gore VESTE CONCURVE GORE-TEX HOMME

Per un ultra come l’UTMB, vi consigliamo di privilegiare una giacca compatibile con l’elenco degli equipaggiamenti obbligatori comunicati dall’UTMB e che offra una vera protezione contro le intemperie. Con la sua membrana GORE-TEX ePE, il cappuccio regolabile, le cuciture saldate e i suoi 201 g, la Gore Concurve Gore-Tex combina protezione e leggerezza per le lunghe ore in montagna.

Ritrovate la giacca Gore VESTE CONCURVE GORE-TEX HOMME sul nostro sito
 

Lo zaino da ultra-trail incarna da solo la caverna di Aladino, dove deve alloggiare tutta la vostra vita da runner. Questo zaino è una vera prodezza tecnologica tanto si può riempire senza che sporga nulla. Borraccia o flask da trail, portabastoncini, giacca impermeabile da trail, strato caldo, lampada frontale, powerbank, telefono cellulare, bicchiere per i ristori, coperta termica, guanti da trail, berretto, buff e gaiter da trail, tutto ci entra per un volume di 12 litri. Ammetto di apprezzare e utilizzare questo litraggio su uno zaino da trail in tutti i miei ultra-trail oltre i 100 chilometri (eccezion fatta per il TOR des Géants) con una preferenza per gli zaini Salomon e Instinct. Questi zaini a forma di gilet molto ben concepiti per la pratica della corsa non si muovono durante la gara grazie alla loro vestibilità aderente.

La scelta dei Tonton per uno zaino da 12 L: Salomon ADV Skin 12

salomon Sac d'hydratation ADV SKIN 12 AVEC FLASQUES

Un modello molto coerente con i criteri evocati da Pierre: 12 litri di volume, stabilità su lunghissime distanze, accesso rapido alle flask e portabastoncini.

Scopri il gilet da trail Salomon ADV Skin 12

Per l’UTMB 2026, attenzione anche alla scelta della vostra lampada frontale: tra le due frontali previste, una deve disporre della modalità luce rossa, utilizzata su una porzione del percorso che attraversa la riserva naturale dei Contamines-Montjoie. Pensate quindi a verificare questo punto ben prima della partenza.

Per l’UTMB, pensate alla modalità rossa con la frontale!

petzl LAMPE FRONTALE SWIFT RL 1100 LUMEN

La lampada Petzl Swift RL 1100 associa un’illuminazione potente destinata particolarmente all’ultra-trail e una modalità rossa, da tenere in considerazione per rispondere ai nuovi vincoli di questa edizione dell’UTMB.

Scopri la Petzl Swift RL 1100 sul nostro sito
 

L’altro aspetto ovviamente essenziale del vostro equipaggiamento non vi sfuggirà: le vostre scarpe da trail. La regola è la stessa della nutrizione: non si parte sull’UTMB con le scarpe ultimo grido verde fluorescente appena comprate tre ore prima della partenza al salone dell’UTMB, place du Mont-Blanc, perché « la promo valeva la pena ». No! Le vostre migliori amiche e il prolungamento del vostro corpo durante le 46 ore e 45 minuti di questo ultra devono essere testate e approvate in anticipo. Personalmente ho la fortuna di avere un piede abbastanza comune che si adatta molto bene alla maggior parte del pannello di scarpe delle grandi marche di trail. La mia priorità: sentirmi a mio agio e rassicurato dall’aderenza della suola sui terreni tecnici e scivolosi.

Un modello destinato all’ultra: la Hoka Speedgoat 7

hoka speedgoat 7

Il suo posizionamento per lunghe distanze, l’ammortizzazione e l’aderenza su terreno montano ne fanno un esempio coerente con i criteri sopra menzionati. La scelta finale va comunque validata su diverse uscite lunghe prima del giorno J.

Ritrovate la Hoka Speedgoat 7 sul sito Tonton Outdoor
 

Spalmare i piedi con la crema Nok può aiutare a prevenire surriscaldamenti e vesciche; prima e durante la gara. Per le magliette, pensate alla tecnicità invece di privilegiare il vostro capo preferito del trail della sagra di Landaul 2004 che avevate brillantemente vinto davanti a David e Thomas, i vostri amici d’infanzia. Traspirabilità, flessibilità e comfort sono i tre aspetti da privilegiare all’acquisto per evitare abbandoni ridicoli dovuti a un’irritazione dei capezzoli, per esempio.
 

Consiglio n°4: il tuo mentale, lo forgerai

UTMB: quattro lettere che risuoneranno fortissimo nella vostra testa fino alla partenza e, speriamo per voi, all’arrivo della gara. La pressione sociale di questa prova essendo già abbastanza sostenuta, vi suggerisco di prendere le distanze dall’evento minimizzando la sfida che vi si presenta. Non imponetevi un tempo sperato o un orario di arrivo previsto, questa gara in montagna è talmente difficile da gestire che prevederla si rivela impossibile tanto i parametri che influenzano il risultato sono imprevedibili. Rilassatevi, prendete la gara come un’esperienza unica e irripetibile che poche persone possono vantarsi di aver vissuto. I finisher e gli atleti élite hanno l’abitudine di paragonare le loro avventure a un condensato di vita. Non posso che approvare! Come in un buon film hollywoodiano, gli scenari di tutte le mie gare sono stati segnati da momenti di estasi e discese agli inferi.

Per evitare di lasciarmi trascinare troppo in alto o troppo in basso dalle mie emozioni, ho imparato a moderarle… Quando mi sento superbamente bene, cerco di non infiammarmi salendo con doppia spinta di bastoncini e immaginandomi Kilian Jornet mentre sono solo al chilometro 28. Al contrario, quando provo cali di forma, cali di dinamismo o l’arrivo del sonno, non mi agito oltre misura e mi dico che passerà, che c’è ben di peggio nella vita che avere un piccolo mal di pancia, i quadricipiti che tirano e una voglia di dormire consistente. In sostanza, regolo il termostato delle mie emozioni.
 

Consiglio n°5: la tua notte di sonno, la dimenticherai

Poiché vi diffondo i miei piccoli consigli da Tonton dell’ultra-trail, tanto vale rivelarvi la mia filosofia di gara e la mia tattica. Conoscete la favola di Jean de La Fontaine, La lepre e la tartaruga? Ebbene la Tartaruga sono io. Sono lento, non amo la velocità né gli sforzi violenti, ciò che mi piace è l’ultra endurance e il superamento dei presunti limiti del nostro corpo. Come la mia amica dal guscio, mi fermo pochissimo, anche a costo di mangiare camminando, tranquillo, sereno, all’aria aperta con un bel panorama prendendomi davvero il mio tempo per godermi questi istanti in montagna. Così continuo a essere attivo e impedisco al mio corpo di raffreddarsi troppo perché, essendo equipaggiato con un motore diesel, ammetto di avere qualche difficoltà a farlo salire di temperatura dopo una pausa troppo lunga.

La mia filosofia intorno al sonno è semplice: su formati tipo UTMB, Diagonale des fous - cioè 170 chilometri per 10000 metri di dislivello positivo - non dormo. Primo, perché so di poter arrivare in fondo senza passare dai punti di ristoro e secondo, forse per paura di spegnere la macchina e subirne le conseguenze al risveglio, con dolori muscolari, tensioni e un ritmo da ritrovare dopo aver salutato Morfeo, il Dio del sonno. Solo il TOR des Géants e i suoi 358 chilometri mi hanno obbligato a rompere con le mie abitudini: avevo ceduto un’ora di riposo per tranche di 24 ore, cioè 4 ore di sonno cumulative in 4 giorni.

Se nessuno è uguale davanti al sonno, è ancora più complicato prevedere ciò di cui il vostro corpo avrà bisogno per questo sforzo insolito. Il mio consiglio da Tonton sarebbe quindi di ascoltarsi e di non esitare a fermarsi a dormire per tranche di 20 o 30 minuti più volte durante la gara se necessario. La conoscenza del vostro corpo sarà la chiave del successo. E soprattutto, non stressatevi, sorridete, andrà tutto bene!

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