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Escursionismo / Viaggio
22/12/25
Tata Camille

Tata Camille

La bretagnarde

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Sport e genere: i pregiudizi da dimenticare una volta per tutte

Sport e genere: i pregiudizi da dimenticare una volta per tutte

Nello sport, come in molti altri ambiti, troppi pregiudizi persistono e ostacolano l’accesso, l’impegno o il progresso di numerose persone. Da Tonton Outdoor riteniamo che sia arrivato il momento di chiudere con queste idee preconcette e di costruire un terreno di gioco dove ognuno e ognuna possa esprimersi senza barriere di genere.
 

Perché parlare di sport e di genere?

Perché comprendere le differenze di genere nello sport significa capire gli ostacoli ancora presenti nelle pratiche. Nel 2023, le disuguaglianze persistono: le donne praticano sport con regolarità in numero inferiore e risultano meno visibili nei media sportivi. Secondo l’INJEP, il 45% delle donne e il 50% degli uomini sopra i 16 anni dichiaravano di svolgere un’attività fisica regolare. Questi dati mostrano che c’è ancora strada da fare per raggiungere una vera parità nello sport.
 

Le cifre chiave da conoscere

Alcune statistiche recenti aiutano a capire meglio la realtà:
 

  • Solo il 4,8% del tempo di trasmissione televisiva delle competizioni sportive in Francia nel 2021 riguardava lo sport femminile 
  • Nelle federazioni sportive francesi, circa il 60% degli iscritti sono uomini 
  • Lo sport femminile rappresenta solo il 18% della copertura mediatica dei giornali sportivi francesi 
  • Le donne occupano meno del 30% delle posizioni direttive nelle federazioni sportive
     

Questi numeri ricordano che l’accesso, il riconoscimento e la valorizzazione delle donne nello sport rimangono questioni centrali.
 

I pregiudizi comuni da combattere

Gli stereotipi di genere persistono nello sport, sia nella pratica che nella performance o nella scelta dell’attrezzatura. È tempo di decostruirli.
 

1. “Lo sport è per gli uomini”

Questa idea radicata è profondamente radicata. Eppure nulla dimostra che uno sport sia “maschile” o “femminile”. Trail, arrampicata, triathlon o allenamento in palestra richiedono tecnica, rigore e passione, non un genere specifico. Nel 2023, la partecipazione femminile ai trail oltre i 50 km è aumentata del 18% in due anni secondo la Federazione Francese di Atletica. Una prova che le barriere stanno cadendo.
 

2. “Le donne sono meno performanti”

Esistono differenze fisiologiche, ma non determinano la performance. Sulle ultra-distanze le donne tendono persino a recuperare terreno sugli uomini. Su gare oltre i 100 km il divario medio di performance è solo del 6%, contro il 20% sulla maratona. La performance dipende soprattutto dall’allenamento, dalla strategia, dal recupero e dalla mente: qualità universali.
 

3. “Alcuni sport non sono fatti per le donne”

Ancora un pregiudizio persistente. Il sollevamento pesi, il trail di lunga distanza o il mountain bike tecnico non sono “sport da uomini”. Le donne che vi si dedicano brillano per tecnica e resistenza mentale. L’arrampicatrice francese Oriane Bertone, per esempio, è diventata una delle figure mondiali dell’arrampicata a soli 19 anni. Le discipline outdoor non hanno genere, solo appassionati.
 

4. “Le donne devono fare sport per il benessere, non per la performance”

Questo pregiudizio intrappola ancora molte praticanti. Sì, lo sport favorisce il benessere, ma è anche uno spazio di competizione e superamento. Anche le donne vogliono performare, battere record, progredire, e non solo “rilassarsi”. Da Tonton Outdoor crediamo che la ricerca della performance sia universale, indipendentemente dal genere.
 

Le disuguaglianze di accesso allo sport

Gli ostacoli non sono solo culturali: sono anche strutturali. L’accesso alle infrastrutture, ai finanziamenti, alla visibilità mediatica e alla formazione resta diseguale tra i generi.
 

Le licenze sportive

Le donne rappresentano circa il 40% degli iscritti sportivi in Francia. Se alcune discipline come ginnastica o danza sono prevalentemente femminili, altre restano dominate dagli uomini, come il calcio (meno del 6% di licenze femminili).
 

I media e la visibilità

Meno del 5% del tempo di antenna sportivo è dedicato alle competizioni femminili. Questa scarsa visibilità crea un circolo vizioso: meno modelli, meno sponsor, meno praticanti. Eppure molte atlete realizzano imprese sportive vere e proprie. Promuovere le donne nello sport passa anche attraverso la loro messa in luce.
 

Il senso di insicurezza

Secondo uno studio pubblicato da Le Monde nel 2025, il 40% delle runner dichiara di aver subito molestie o insulti durante la pratica outdoor. Questo senso di insicurezza rappresenta un freno importante alla pratica sportiva femminile, soprattutto di sera o in luoghi isolati.
 

Attrezzature e genere: ripensare la progettazione

L’attrezzatura gioca un ruolo cruciale nell’inclusione. Per troppo tempo gli attrezzature femminili sono state pensate come semplici varianti estetiche dei modelli maschili.
 

Prodotti adattati, non generati

Da Tonton Outdoor incoraggiamo i marchi a progettare prodotti adattati alla morfologia, non al genere. Ad esempio, gli zaini idratazione e le cinture da running sono ora pensati per adattarsi a tutte le silhouette, senza distinzioni.
 

Un marketing più inclusivo

Le immagini sportive devono rappresentare la diversità: uomini, donne, senior, principianti, atleti esperti. Mostrare la pluralità dei praticanti incoraggia ognuno a identificarsi e a iniziare.
 

Le leve di cambiamento

Come far evolvere la situazione? Con la parola, l’educazione e l’azione collettiva. Ecco alcuni spunti concreti.
 

1. Educare fin dalla più tenera età

Promuovere la mixité nelle attività sportive scolastiche è essenziale. Incoraggiare ragazze e ragazzi a praticare insieme, a imparare la cooperazione e non la competizione di genere.
 

2. Valorizzare i modelli femminili

La visibilità è una chiave. Mettere in evidenza le atlete, professioniste o amatrici, permette di rompere gli stereotipi e ispirare la prossima generazione.
 

3. Formare i tecnici e i coach

Un discorso inclusivo ed equo favorisce la fiducia e la motivazione. Gli allenatori svolgono un ruolo essenziale nella lotta contro i pregiudizi.
 

4. Scegliere marchi impegnati

Sostenere i marchi che si impegnano per la parità donna-uomo è un modo concreto per agire.
 

Conclusione: uno sport per tutte e tutti

Lo sport non ha genere. Ha passioni, sforzi, sorrisi e vittorie condivise. Superare i pregiudizi significa aprire la porta a una pratica più libera, più giusta e più umana. Ogni passo avanti è una vittoria collettiva. Da Tonton Outdoor crediamo che la montagna, il sentiero e la strada appartengano a tutti. Insieme, rendiamo lo sport uno spazio di inclusione ed emancipazione.

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