Una striscia di sangue sulle gambe, la paura di una macchia o crampi lancinanti: per molte sportive, le mestruazioni rappresentano a volte una prova in più, nascosta in un ambiente dove il superamento di sé è considerato fondamentale. Se i tabù si stanno progressivamente sfaldando, le difficoltà restano.
Lo scorso novembre, l'immagine dellatleta cinese, Li Meizhen, che ha tagliato il traguardo di una maratona con le gambe macchiate, ha suscitato una valanga di reazioni, tra ammirazione e imbarazzo. Una scena non così rara che mette in evidenza una questione troppo spesso ignorata: come conciliare il ciclo mestruale e la pratica sportiva ad alto livello?
Per comprendere meglio questa problematica, abbiamo raccolto le testimonianze di due atlete della squadra Tonton Outdoor: Manon Lobjois, triatleta, ed Emilie Brouard, specialista della corsa di fondo. Senza giri di parole, ci raccontano come gestiscono competizioni e ciclo mestruale, rompendo il silenzio su una realtà troppo spesso trascurata.
Correre durante mestruazioni dolorose: una sfida silenziosa
Spesso invisibile al grande pubblico, l'impatto delle mestruazioni sulle sportive è però ben reale. Dolori addominali, ritenzione idrica, irritabilità, stanchezza… Secondo un'indagine del Ministero dello Sport, l'84% delle sportive d'élite considera le proprie mestruazioni una difficoltà per la pratica.
Manon Lobjois è tra queste. Conviva con una endometriosi, ha dovuto presto fare i conti con mestruazioni molto dolorose durante gli allenamenti. "Ero piegata dal dolore, la mia frequenza cardiaca schizzava, perdevo i sensi", racconta. A questo si aggiunge una sensazione di anestesia alle gambe. Con sedute che possono arrivare fino a dieci ore settimanali nei periodi intensi, la giovane atleta ha dovuto imparare ad ascoltare il proprio corpo.
"Per molto tempo ho forzato comunque, pensando fosse una questione di volontà. Oggi ho capito che bisogna rallentare." Sei giorni al mese i suoi allenamenti intensivi lasciano spazio ad uscite più leggere, di corsa o in bici, a causa dei suoi dolori mestruali.
Questa sensazione di intorpidimento, Emilie Brouard l'ha avvertita anche lei. Parla di «formicolii dall'addome fino alle ginocchia», che disturbano le sue sedute. Se, a differenza di Manon, queste sensazioni non la obbligano a modificare il programma, restano comunque un disagio aggiuntivo. "Ogni ciclo è diverso, bisogna adattarsi giorno per giorno", spiega.
Le mestruazioni in competizione: un rompicapo logistico
Se adattare gli allenamenti è spesso possibile, le competizioni non lasciano le stesse margini di manovra. "Gli uomini non si rendono sempre conto dell'organizzazione che richiede", osserva Emilie. Pianificare una gara attorno al proprio ciclo a volte è un esercizio di equilibrismo, se non impossibile.
Manon lo ha sperimentato amaramente durante la preparazione per la Maratona di Parigi 2024, una gara simbolica per lei. Le mestruazioni, previste proprio il giorno della corsa, l'hanno costretta a prendere una pillola contraccettiva per posticiparle. Ma gli effetti collaterali non hanno tardato a manifestarsi. "È stato un incubo: sanguinavo continuamente, poi più niente, poi di nuovo."
Determinata a proseguire la preparazione, si è rivolta agli antinfiammatori. "Per un mese e mezzo ne ho presi quasi tutti i giorni. Sapevo che non era una buona idea, ma volevo dimostrare che ce la facevo." Ma a due giorni dalla gara le mestruazioni naturali sono tornate. L'intensità del dolore e la diminuzione di energia erano tali da costringerla al ritiro. "Raramente sono stata così distrutta. Tre mesi di preparazione, per nulla", confida.
Dopo questo episodio, la triatleta decide di interrompere la pillola e di prendere le distanze dagli antinfiammatori. Riscopre progressivamente l'ascolto del proprio corpo, ma la realtà si ripresenta bruscamente: una frattura da stress, conseguenza degli sforzi mascherati dai farmaci.
Le mestruazioni influenzano le prestazioni sportive?
Di fronte a queste sfide, sempre più atlete adottano il "cycle syncing". Questo approccio consente di sfruttare i momenti in cui il corpo è naturalmente più performante. Durante la fase follicolare (i giorni dopo le mestruazioni), le sportive possono privilegiare sessioni intense, mentre nella fase luteale (prima delle mestruazioni) si concentrano su attività più leggere.
"La settimana dopo le mie mestruazioni sono al massimo della forma. Lavoro allora sulla velocità e sulla resistenza. Durante le mestruazioni prediligo sedute più dolci, come lo yoga", spiega Manon.
Sul suo profilo Instagram, l'ex atleta d'élite Emma Oudiou è una fervente sostenitrice di questo metodo. "C'è ancora pochissima educazione sull'adattamento dei programmi di allenamento al ciclo mestruale, sia per le sportive sia per lo staff tecnico, mentre saperlo gestire efficacemente è una vera forza."
Se Emilie non aveva mai fatto il collegamento, per mancanza di informazioni, non esclude l'idea di approfondire l'argomento. Strumenti come le app Clue o Flo consentono alle sportive di monitorare il ciclo e ottimizzare le prestazioni. Sono anche un'opportunità per mettere in luce eventuali irregolarità del ciclo. "Se le mie mestruazioni sembrano non influenzare le prestazioni, invece il mio allenamento intensivo incide sul ciclo", confida Emilie.
Come lei, numerose atlete di alto livello affrontano mestruazioni irregolari, o addirittura l'assenza del ciclo. Questo disturbo è chiamato: l'amenorrea. Spesso scatenata da un deficit energetico, altera la produzione di estrogeni. Le conseguenze non sono banali. A breve termine arriva la stanchezza e le lesioni si moltiplicano. A lungo termine, il rischio di osteoporosi aumenta considerevolmente a causa dell'indebolimento delle ossa.
Confronto tra le protezioni igieniche per correre
Eliminare il ciclo tramite la pillola non è neutro nel mondo sportivo. Ma la pillola contraccettiva influisce anche sui livelli ormonali, in particolare sugli estrogeni e sul testosterone, due molecole strettamente legate alla performance.
E per le sportive che continuano ad allenarsi durante le mestruazioni? Per aiutarvi a fare chiarezza, abbiamo elencato le protezioni igieniche preferite dalle runner.
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Vantaggi |
Svantaggi |
Ideale per |
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Tamponi e assorbenti |
Pratici, accessibili |
Scomodi, talvolta con componenti chimici |
Distanze brevi |
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Coppa mestruale |
Eco-responsabile, riutilizzabile |
Richiede una manutenzione scrupolosa |
Distanze lunghe |
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Mutandine mestruali e costumi da bagno mestruali (come Smoon) |
Confortevoli, riutilizzabili, eco-responsabili |
Necessitano di più capi |
Sessioni leggere o moderate |
Oltre alle protezioni igieniche, la reggiseno sportivo svolge un ruolo importante durante l'attività fisica, e particolarmente durante le mestruazioni. Il seno è infatti più sensibile e richiede un sostegno aggiuntivo, che possono offrire le reggiseni Anita, Thuasne o Adidas.
Se avete bisogno di rinnovare il vostro reggiseno, scoprite la nostra guida ai migliori reggiseni per il running.
Mestruazioni e sport: un tema ancora tabù?
Negli ultimi dieci anni, le mestruazioni, a lungo rimaste tabù, stanno trovando progressivamente spazio nel dibattito sportivo. Alle Olimpiadi di Rio, nel 2016, l'atleta cinese Fu Yuanhui aveva colpito parlando apertamente del suo ciclo dopo una prestazione sottotono: "È perché le mie mestruazioni sono arrivate ieri, quindi mi sento particolarmente stanca – ma non è una scusa."
Questa presa di parola, allora ancora rara, ha aperto la strada ad altre rivendicazioni. Nel 2022, le calciatrici inglesi hanno chiesto alla loro Federazione di smettere di imporre shorts bianchi, giudicati inadeguati. Una richiesta ascoltata anche nel mondo della ginnastica, dove le atlete francesi hanno sostituito alcuni capi con body più pratici.
Dal lato degli allenatori e delle federazioni, la sensibilizzazione alle esigenze delle atlete femminili sta progredendo, anche se permangono lacune, soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture. Manon, che ha partecipato recentemente a un half Ironman – cinque ore di sforzo intenso –, ha sottolineato la palese mancanza di servizi igienici adeguati sul percorso, un'assenza particolarmente problematica per le donne che hanno le mestruazioni.
“Le donne dovrebbero poter affrontare questo tema senza imbarazzo,” confida. Se le conversazioni sulle mestruazioni si normalizzano progressivamente, con un interesse crescente anche da parte degli uomini nell'ambiente sportivo, restano ancora passi da fare affinché l'argomento venga trattato con maggiore naturalezza.
Normalizzare il tema, sensibilizzare gli staff tecnici e adattare le infrastrutture sono tutte piste da esplorare per permettere alle sportive di evolvere in condizioni ottimali.
FAQ - Sport di competizione e ciclo mestruale
Il ciclo mestruale influenza direttamente le capacità fisiche delle atlete. Le nostre esperte rispondono alle domande chiave per conciliare al meglio performance e fisiologia femminile.
Si può essere performanti in gara durante le mestruazioni?
Sì. Contrariamente alle idee ricevute, molti record sono stati realizzati durante la fase mestruale: questo periodo segna l'inizio di un nuovo ciclo in cui i livelli ormonali sono più bassi, il che può paradossalmente favorire forza e recupero in alcune atlete.
Qual è la fase del ciclo più critica per un'atleta?
La fase luteale (subito prima delle mestruazioni) è spesso la più complessa: l'aumento della progesterone innalza la temperatura corporea e la frequenza cardiaca a riposo. La sensazione di sforzo è quindi maggiore e la capacità di resistenza può diminuire leggermente.
Il ciclo aumenta il rischio di infortuni?
Alcuni studi suggeriscono una maggiore lassità legamentosa durante la fase ovulatoria: il picco di estrogeni rende le articolazioni più mobili, il che potrebbe aumentare il rischio di lesioni ai legamenti crociati in sport con cambi di direzione come la pallamano o il calcio.
Come adattare l'alimentazione in base alle fasi del ciclo?
In fase luteale, il corpo brucia una quota maggiore di grassi ma diventa meno efficiente nell'utilizzare i carboidrati: è quindi consigliato aumentare leggermente l'apporto calorico e garantire un'idratazione ottimale per compensare l'eventuale ritenzione idrica.
L'assenza di mestruazioni (amenorrea) è grave per un'atleta?
Sì, non è mai normale. La sospensione delle mestruazioni è spesso il segno di un deficit energetico relativo (RED-S): può comportare una diminuzione della densità ossea, fratture da stress e squilibri ormonali a lungo termine che nuocciono alla salute e alla carriera sportiva.
Si possono spostare le mestruazioni per una gara importante?
Alcune atlete utilizzano una contraccezione ormonale per pianificare il ciclo: tuttavia, questa decisione va sempre presa con un medico dello sport poiché gli ormoni di sintesi possono modificare la ritenzione idrica, il peso e la termoregolazione dell'atleta.
Perché è importante annotare i cicli su un calendario?
Il monitoraggio consente di identificare schemi ricorrenti di forma o affaticamento: conoscendo meglio il proprio metabolismo, si possono adattare i carichi di allenamento e i periodi di recupero per lavorare "con" il proprio corpo piuttosto che contro di esso.