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Escursionismo / Viaggio
19/12/24

Tata Maud

La baroudeuse

Articolo aggiornato il : 10/03/26

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Sport, competizione e ciclo mestruale: quando il corpo detta le sue regole

Sport, competizione e ciclo mestruale: quando il corpo detta le sue regole

Un rivolo di sangue sulle gambe, la paura di una macchia o crampi lancinanti: per molte atlete, le mestruazioni si impongono talvolta come una prova supplementare, nascosta in un ambiente dove il superamento di sé regna sovrano. Se i tabù si sgretolano piano piano, le sfide persistono.

A novembre 2024, l’immagine dell’atleta cinese, Li Meizhen, che varca il traguardo di una maratona con le gambe macchiate, ha suscitato una valanga di reazioni, tra ammirazione e disagio. Una scena -non così- rara che illumina un problema troppo spesso ignorato: come conciliare ciclo mestruale e pratica sportiva ad alto livello?

Per comprendere meglio questa questione, abbiamo raccolto le testimonianze di due atlete del team Tonton Outdoor: Manon Lobjois, triatleta, e Emilie Brouard, fondista. Senza giri di parole, raccontano come gestiscono competizioni e ciclo mestruale, rompendo il silenzio su una realtà troppo spesso trascurata.

Manon Lobjois

Correre durante mestruazioni dolorose: una sfida silenziosa

Invisibile agli occhi del grande pubblico, l’impatto delle mestruazioni sulle atlete è reale. Dolori addominali, ritenzione idrica, irritabilità, stanchezza… Secondo un’inchiesta del Ministero dello Sport, l’84 % delle atlete ad alto livello considera le mestruazioni un ostacolo per la loro pratica.

Manon Lobjois fa parte di questo gruppo. Con una endometriosi, ha dovuto presto fare i conti con mestruazioni dolorose durante i suoi allenamenti. “Ero piegata dal dolore, la frequenza cardiaca schizzava alle stelle, svenivo”, racconta. A ciò si aggiunge una sensazione di anestesia nelle gambe. Con sessioni che arrivano fino a dieci ore alla settimana durante gli allenamenti intensi, la giovane ha imparato ad ascoltare il suo corpo.

Per molto tempo ho forzato comunque, pensando che fosse una questione di volontà. Oggi ho capito che bisognava rallentare. Sei giorni al mese, i suoi allenamenti intensivi cedono il posto a uscite più soft, con footing o bici, a causa dei dolori mestruali.

Questa sensazione di intorpidimento, Emilie Brouard l’ha provata. Parla di «formicolii dal ventre ai ginocchi», che disturbano i suoi allenamenti. A differenza di Manon, queste sensazioni non la costringono a modificare il programma, ma restano un fastidio extra. “Ogni ciclo è diverso, bisogna adattarsi giorno per giorno”, spiega. 

Emilie Brouard

Le mestruazioni in competizione: un rompicapo logistico

Se adattare gli allenamenti resta possibile, le competizioni non offrono tali margini. “Gli uomini non si rendono sempre conto dell’organizzazione che richiede”, nota Emilie. Pianificare una gara intorno al ciclo somiglia talvolta a un equilibrismo, o all’impossibile. 

Manon ne ha fatto l’amara esperienza nella preparazione del Marathon di Parigi 2024, una corsa simbolica per lei. Le mestruazioni, previste per il giorno della gara, l’hanno spinta a prendere una pillola contraccettiva per spostarle. Ma gli effetti collaterali non tardano. “È stato un incubo: sanguinavo continuamente, poi niente, poi di nuovo.”

Decisa a continuare la preparazione, si rivolge agli antinfiammatori. “Per un mese e mezzo ne ho presi quasi ogni giorno. Sapevo che non era una buona idea, ma volevo dimostrare di potercela fare. Ma a due giorni dalla gara, tornano le mestruazioni naturali. L’intensità del dolore e il calo di energia del corpo la costringono al ritiro. “Raramente sono stata così devastata. Tre mesi di preparazione, buttati via”, confida.

Dopo questo episodio, la triatleta decide di smettere la pillola e di prendere le distanze dagli antinfiammatori. Ritrova piano piano l’ascolto del corpo, ma la realtà torna bruscamente: una frattura da stress, conseguenza degli sforzi mascherati dai farmaci.

Pratica sportiva mestruazioni

Le mestruazioni influenzano le prestazioni sportive?

Di fronte a queste sfide, sempre più atlete adottano il “cycle syncing”. Questo metodo permette di sfruttare i momenti in cui il corpo è naturalmente più performante. Durante la fase follicolare (i giorni dopo le mestruazioni), le atlete privilegiano sessioni intense, mentre nella fase luteale (prima delle mestruazioni), si concentrano su attività più leggere. 

“La settimana dopo le mie mestruazioni sono al top della forma. Lavoro allora velocità e resistenza. Durante le mestruazioni privilegio sessioni più soft, come lo yoga”, spiega Manon. 

Sul suo account Instagram, l’ex atleta di alto livello Emma Oudiou è una fervida sostenitrice di questo metodo. “C’è ancora poca educazione sull’adattamento dei programmi di allenamento al ciclo mestruale, sia per le atlete che per lo staff, mentre gestirlo bene è una vera forza.”

Se Emilie non aveva mai collegato i punti, per mancanza di informazioni, non esclude di approfondirne l’argomento. App come Clue o Flo permettono proprio alle atlete di tracciare il ciclo e ottimizzare le prestazioni. È anche l’occasione per evidenziare irregolarità. “Se le mie mestruazioni non sembrano influenzare le prestazioni, al contrario la mia pratica intensiva influenza le mestruazioni”, confida Emilie. 

Come lei, molte atlete di alto livello affrontano mestruazioni irregolari, o addirittura assenti. Questo si chiama: amenorrea. Questo disturbo, spesso innescato da un deficit energetico, perturba la produzione di estrogeni. Le conseguenze non sono banali. A breve termine, si installa la stanchezza, le infortuni si moltiplicano. A lungo termine, il rischio di osteoporosi aumenta notevolmente per la fragilità ossea.

Mestruazioni dolorose e corsa su strada

Confronto protezioni igieniche per correre

Sopprimere le mestruazioni con la pillola non è banale nel mondo sportivo. Ma la pillola contraccettiva influisce anche sui livelli ormonali, in particolare estrogeni e testosterone, due molecole inseparabili dalle prestazioni delle atlete.

E per quelle atlete che continuano ad allenarsi durante le mestruazioni? Per aiutarti a vederci chiaro, abbiamo elencato le protezioni igieniche preferite dalle runner.

Protezioni igieniche

Vantaggi

Svantaggi

Ideale per

Tamponi e assorbenti

Pratici, accessibili

Scomodi, talvolta chimici

Distanza brevi

Coppetta mestruale

Eco-responsabile, riutilizzabile

Richiesta manutenzione rigorosa

Distanza lunghe

Mutande mestruali e costumi da bagno mestruali (come Smoon)

Comode, riutilizzabili, eco-responsabili

Richieste più pezzi

Sessioni leggere a moderate

Oltre alle protezioni igieniche, la reggiseno sportivo gioca un ruolo importante durante un’attività sportiva, specialmente durante le mestruazioni. Il seno è infatti più sensibile e merita un sostegno extra, che offrono reggiseni Anita, Thuasne o Adidas

Se devi rinnovare il reggiseno, scopri la nostra guida ai migliori reggiseni per il running.

Smoon: mutande mestruali e costumi da bagno mestruali

Mestruazioni e sport: un tema ancora tabù?

Da una decina d’anni, le mestruazioni, a lungo tabù, trovano piano piano spazio nel dibattito sportivo. Alle Olimpiadi di Rio, nel 2016, l’atleta cinese Fu Yuanhui ha segnato i animi parlando apertamente del suo ciclo dopo una performance deludente: “È perché le mie mestruazioni sono arrivate ieri, quindi mi sento particolarmente stanca – ma non è una scusa.”

Questa presa di posizione, rara all’epoca, ha aperto la strada ad altre rivendicazioni. Nel 2022, le calciatrici inglesi hanno chiesto alla loro Federazione di smettere d’imporre shorts bianchi, giudicati inadatti. Una richiesta ascoltata anche nella ginnastica, dove le francesi hanno sostituito le tenute con body, più pratici.

Dal lato degli allenatori e federazioni, la sensibilizzazione ai bisogni delle atlete donne avanza, anche se persistono lacune, specialmente nelle infrastrutture. Manon, che ha partecipato di recente a un half Ironman – cinque ore di sforzo intenso –, ha denunciato la mancanza evidente di servizi igienici adatti sul percorso, un’assenza particolarmente problematica per le donne con le mestruazioni. 

“Le donne dovrebbero poter affrontare questo tema senza imbarazzo” confida. Se gli scambi sulle mestruazioni si normalizzano piano piano, con un interesse crescente degli uomini nell’entourage sportivo, restano passi da fare perché questo tema venga trattato in modo più naturale. 

Attività sportiva e mestruazioni dolorose

Normalizzare il tema, sensibilizzare i team e adattare le infrastrutture sono piste da esplorare per permettere alle atlete d’evolversi in condizioni ottimali.
 

FAQ - Sport agonistico e ciclo mestruale

Il ciclo mestruale influenza direttamente le capacità fisiche delle atlete. Le nostre esperte rispondono alle domande chiave per conciliare meglio performance e fisiologia femminile.

Si può essere performanti in competizione durante le mestruazioni?

Sì. Contrariamente alle idee ricevute, molti record sono stati battuti durante la fase mestruale: questo periodo segna l’inizio di un nuovo ciclo dove i livelli ormonali sono al minimo, ciò che può paradossalmente favorire forza e recupero in certe atlete.

Qual è la fase del ciclo più critica per un'atleta?

La fase luteale (juste prima delle mestruazioni) è spesso la più complessa: l’aumento della progesterone alza la temperatura corporea e il ritmo cardiaco a riposo. La sensazione di sforzo risulta allora più elevata e la capacità di endurance può calare leggermente.

Il ciclo aumenta il rischio di infortuni?

Studi suggeriscono una maggiore lassità ligamentare durante la fase ovulatoria: il picco di estrogeni rende le articolazioni più flessibili, ciò che potrebbe accrescere il rischio di rottura dei legamenti crociati nelle sport con pivot come pallamano o calcio.

Come adattare l'alimentazione alle fasi del ciclo?

Nella fase luteale, il corpo brucia più grassi ma diventa meno efficace nell’uso dei carboidrati: si consiglia di aumentare leggermente l’apporto calorico e vegliare a un’idratazione ottimale per compensare la ritenzione idrica eventuale.

L'assenza di mestruazioni (amenorrea) è grave per un'atleta?

Sì, non è mai normale. L’arresto delle mestruazioni segnala spesso un deficit energetico relativo (RED-S): può causare calo della densità ossea, fratture da stress e disturbi ormonali a lungo termine che nuocciono alla salute e alla carriera sportiva.

Si possono spostare le mestruazioni per una competizione importante?

Certe atlete usano contraccezione ormonale per pianificare il ciclo: tuttavia, questa decisione va sempre presa con un medico sportivo perché gli ormoni sintetici possono alterare ritenzione idrica, peso e termoregolazione dell’atleta.

Perché è importante segnare i cicli su un calendario?

Il tracciamento permette d’identificare schemi ricorrenti di forma o stanchezza: conoscendo meglio il tuo metabolismo, puoi adattare i carichi di allenamento e i periodi di riposo per lavorare “con” il tuo corpo anziché contro.

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