Skip to content

📦 Consegna gratuita a partire da 30€!

Escursionismo / Viaggio
25/04/25

Tata Maud

La baroudeuse

Articolo aggiornato il : 10/03/26

Condividi questo articolo

Nuotare durante le mestruazioni: tuffarsi in acque torbide

Nuotare durante le mestruazioni: tuffarsi in acque torbide

Asciugamano avvolto intorno alla vita, sguardo sfuggente, scusa imbarazzata: « Ho una scusa. » Negli spogliatoi della scuola media questa scena è quasi un rituale. Per molte adolescenti, la piscina è il primo luogo in cui le mestruazioni diventano un ostacolo concreto alla pratica sportiva. Un disagio silenzioso, spesso ignorato, che persiste ben oltre l’adolescenza.

Perché crescendo la domanda non scompare: si può davvero nuotare durante le mestruazioni? È pericoloso? Visibile? Sporco? È obbligatorio usare un tampone? Ancora oggi tabù e false credenze pesano sulle donne sportive che vorrebbero semplicemente tuffarsi in acqua, liberamente.

Ad aprile 2021 uno studio IFOP rivelò che il 74% di loro aveva già rinunciato a fare il bagno a causa delle mestruazioni. Il 65% dichiarava di aver evitato di indossare un costume da bagno. E il 57% si era privato di un’attività fisica. Dati eloquenti, in un momento in cui la liberazione della parola sul ciclo mestruale guadagna finalmente terreno.
 

Demistificare le idee ricevute sulle mestruazioni e l’acqua

L’acqua allevia, ma la paura del tabù è tenace. Perché se il nuoto può lenire i crampi e rilassare il corpo, resta associato a un timore: quello di “lasciare andare”. Dietro questa paura circolano moltissimi miti, spesso alimentati da una mancanza di informazione e da un’educazione mestruale troppo timida.
 

“Si rischia un’infezione”

Fare il bagno durante le mestruazioni non aumenta direttamente il rischio di infezioni. Ciò che può invece favorire fastidi come le micosi è restare a lungo con un costume bagnato. Niente di specifico legato al ciclo: questo consiglio vale per tutte le nuotatrici, mestruate o meno. Un risciacquo con acqua pulita e il cambio con un indumento asciutto sono sufficienti per limitare il rischio.
 

“Il sangue attira gli squali”

Probabilmente il mito più assurdo… ma anche il più persistente, soprattutto tra le praticanti di surf o immersione. In realtà nessuno studio scientifico serio ha mai dimostrato un legame tra mestruazioni e aggressioni da parte di squali.
 

“Il sangue scorre nell’acqua”

Sì… ma no. La pressione dell’acqua agisce come una barriera temporanea, rallentando il flusso finché il corpo è immerso. Il flusso riprende all’uscita dalla piscina. Questo significa che una protezione resta utile se prevedete di stare a lungo fuori dall’acqua dopo la nuotata — o se siete soggette a flussi abbondanti.

donna-surf-mare

Quando la piscina diventa un percorso a ostacoli

Per molte nuotatrici le mestruazioni diventano un peso silenzioso, un fattore di stress spesso frainteso dall’allenamento. Pianificare una gara o una prova acquatica in base al proprio ciclo a volte sembra impossibile. Alcune sportive ricorrono alla pillola contraccettiva per spostare il ciclo, altre preferiscono soffrire in silenzio. Altre ancora rinunciano a nuotare, semplicemente.
 

Un argomento ancora tabù nelle piscine

All’età delle prime mestruazioni, negli spogliatoi collettivi, la paura di essere viste con un asciugamano, una macchia o un tampone mal posizionato può bastare a tenere un’adolescente lontana dalla vasca. La mancanza di soluzioni adatte, il silenzio degli addetti, l’assenza di educazione mestruale giocano un ruolo centrale in queste rinunce.

E perché? Per mancanza di educazione mestruale, per imbarazzato silenzio degli adulti, per tabù ancora radicati nell’ambiente sportivo, dove si impara a superare il dolore, a “non lamentarsi”, a restare performanti a ogni costo. Ma le mestruazioni non sono una debolezza. Sono un fenomeno fisiologico normale, che merita di essere considerato nella gestione sportiva, nei programmi e nelle dotazioni proposte.

Oggi troppo pochi allenatori, insegnanti o responsabili di club sono formati su queste questioni. Troppi spazi in cui parlarne senza imbarazzo non esistono. Poche protezioni adeguate sono offerte nelle piscine. Risultato? Ragazze che lasciano lo sport per vergogna. Donne rese invisibili nei dibattiti, messe in una posizione di illegittimità. E le mestruazioni restano ancora un tabù nella vasca grande.
 

I professionisti stanno cambiando sguardo sulle mestruazioni

A scuola, in gara o durante uno stage intensivo, le mestruazioni arrivano raramente al momento giusto. Lo testimonia la nuotatrice cinese Fu Yuanhui ai Giochi Olimpici di Rio 2016. Quando i giornalisti della CCTV le domandano se ha sofferto particolari dolori, lei risponde:

« È perché il mio ciclo è cominciato ieri, quindi mi sento molto stanca — ma non è una scusa, comunque non ho nuotato abbastanza bene. » Una risposta semplice, quasi banale, ma che ha segnato una svolta: per la prima volta un’atleta parlava pubblicamente delle sue mestruazioni, senza giri di parole, su un palcoscenico mondiale.

Da allora le cose si muovono. Grazie a brand impegnati come Smoon, a sportive che prendono la parola, a educatori che osano affrontare l’argomento, la parola si libera. E con essa la promessa di uno sport più inclusivo, più libero, più giusto.

nuoto-piscina-donne

Proteggersi per muoversi meglio

Se nuotare con il ciclo non è pericoloso, la scelta della protezione resta centrale. È spesso qui che nasce il problema: cosa fare quando non si vuole (o non si può) usare un tampone? Esiste una soluzione per fare il bagno senza imbarazzo né perdite?
 

Il tampone: soluzione classica, ma non universale

Per lungo tempo considerato l’unica opzione valida, il tampone resta efficace per flussi da moderati ad abbondanti. Assorbe il sangue prima che raggiunga l’acqua. Ma ha dei limiti: fastidio, necessità di cambiarlo appena usciti dalla vasca, timore di una cattiva inserzione… Per le più giovani o per chi non desidera una protezione interna il tampone non è una soluzione soddisfacente.

« Non c’è da vergognarsi a chiedere al proprio allenatore di poter andare in bagno per cambiarlo durante la seduta. In piscina sappiamo che chiederlo è mal visto, » spiega la nuotatrice Eléonore Rembert, sul suo account Tik-Tok.
 

La coppetta: una protezione che non conquista tutti

Discreta, riutilizzabile ed ecologica, la coppetta mestruale ha conquistato molte sportive. A differenza del tampone può restare in posizione per diverse ore, diventando un grande alleato per allenamenti intensi o lunghe nuotate. Però la coppetta richiede una certa dimestichezza con il proprio corpo e una buona conoscenza dell’anatomia. All’inizio può essere difficile da maneggiare, soprattutto per le più giovani. Bisogna inoltre svuotarla e sciacquarla in condizioni igieniche adeguate — cosa non sempre semplice negli spogliatoi collettivi o all’aperto.
 

Senza protezioni: corse al bagno

Alcune preferiscono tuffarsi senza alcuna protezione, soprattutto in caso di flussi molto leggeri o all’inizio/fine del ciclo. È un’opzione da considerare con prudenza. La pressione dell’acqua può rallentare temporaneamente il flusso, ma questo riprende non appena si esce dalla vasca. È quindi necessario prevedere un accesso rapido ai bagni e un asciugamano assorbente a portata di mano. Questa soluzione può funzionare per una nuotata veloce, ma è rischiosa per sedute lunghe o per flussi imprevedibili.

« In nuoto artistico avevamo due scelte: tampone o niente. Ma per le gare non c’era scelta: il tampone. E poteva essere complicato… » ricorda Méline, ex nuotatrice sincronizzata. « Arrivi presto la mattina, ti riscaldi a secco, poi entri in acqua. Poi esci per aspettare il tuo turno… E a volte entri di nuovo dopo due o tre ore. Bisognava gestire le pause bagno e pregare per evitare perdite. »
 

Il costume per il ciclo: la soluzione migliore?

Presentato come la rivoluzione per le mestruazioni in acqua, il costume da bagno mestruale divide le opinioni. Estetico, ecologico, pensato per flussi leggeri, convince sulla carta. Ma nella realtà la sua efficacia dipende da diversi fattori: intensità del flusso, durata della nuotata, qualità del prodotto.

Da parte di Smoon la tecnologia è spinta: materiali ispirati alle mute subacquee, microfibra ad asciugatura rapida, taglio ultra-sagomato, cuciture senza termosaldatura… Il tutto per un costume il 31% più sottile della media, certificato B Corp, prodotto in Francia e in Italia.

nuoto-sincronizzato-piscina-donne

Nuotare durante le mestruazioni non è solo una questione di protezione. È una questione di libertà. Libertà di movimento, libertà di scelta, libertà di dire che oggi non si vuole entrare in acqua — non perché si abbia vergogna, ma perché è una scelta. Da Tonton Outdoor crediamo che nessuna donna dovrebbe rinunciare allo sport a causa delle mestruazioni.
 

E se cercate una soluzione adatta alle vostre esigenze, vi invitiamo a scoprire i nostri costumi da bagno mestruali Smoon, che abbiamo selezionato per la loro tecnicità, il comfort e la durabilità. Per le giovani nuotatrici, per le sedute tranquille, per riappropriarsi dolcemente del proprio corpo, senza pressione né tabù.
 

FAQ - Tutto quello che c’è da sapere sul nuoto durante le mestruazioni

Praticare il nuoto durante il ciclo solleva spesso questioni di comfort e igiene. I nostri esperti vi offrono risposte chiare per nuotare con serenità durante le mestruazioni.

È vero che le mestruazioni si fermano appena si entra in acqua?

È un’idea diffusa. Il flusso non si ferma, ma la pressione dell’acqua può rallentarlo temporaneamente: tuttavia, appena uscite dalla piscina o se starnutate, il flusso riprende il suo corso normale sotto l’effetto della gravità.

Si può nuotare con una normale assorbente esterno?

No, è fortemente sconsigliato. Le protezioni esterne assorbono l’acqua della piscina istantaneamente, diventando pesanti, inefficaci e molto scomode: rischiano inoltre di staccarsi dal costume.

Quali sono i vantaggi del costume da bagno mestruale per la piscina?

Il costume da bagno mestruale è una soluzione discreta ed ecologica. Ha una zona assorbente integrata che trattiene il flusso impedendo al contempo all’acqua di infiltrarsi: è l’opzione ideale per flussi da leggeri a medi o in complemento a una coppetta.

Il nuoto aiuta a ridurre i dolori mestruali?

Sì. L’esercizio moderato libera endorfine, gli ormoni del benessere, che agiscono come analgesici naturali: inoltre la sensazione di leggerezza nell’acqua permette di rilassare le tensioni muscolari accumulate nella parte bassa dell’addome.

Nuotare durante le mestruazioni comporta un rischio di infezione?

Non più del solito. L’acqua delle piscine pubbliche è trattata con cloro per eliminare i batteri: è comunque raccomandato fare la doccia dopo la seduta e cambiare protezione per mantenere una buona igiene intima.

Si può usare una coppetta mestruale (cup) per nuotare?

Assolutamente. La coppetta mestruale è molto apprezzata dalle nuotatrici perché crea un effetto ventosa che impedisce le perdite e l’entrata di acqua: offre una protezione di lunga durata, spesso superiore a quella di un tampone classico.

Come gestire eventuali perdite in un luogo pubblico?

Il rischio di una perdita visibile in acqua è estremamente basso perché il sangue si diluisce immediatamente. Per maggiore tranquillità, scegliete una protezione interna o un costume mestruale di colore scuro: prevedete inoltre un cambio comodo per il dopo-seduta.

Ordina i prodotti citati nell'articolo!

Il mio carrello 0 Articolo/i
Subtotale 0,00 €
Totale 0,00 €
Il mio carrello
Loading...