Le scarpe dotate di piastra in carbonio sono comparse qualche anno fa. Si trovavano ad esempio adidas con l'Adizero Adios Pro (da notare che quest'ultimo ha una tomaia in carbonio e non una piastra), Brooks con l'Hyperion Elite, HOKA e la Carbon X, Asics con la Metaspeed Sky oppure Saucony con l'Endorphin Pro. Anche se il mercato del running è stato il primo a vedere arrivare questa nuova tecnologia, il mercato del trail si è evoluto a sua volta con come primo modello la Flight Vectiv del marchio americano, The North Face. In seguito sono nati altri modelli come la Tecton X di Hoka oppure più di recente la Fujispeed 2 di Asics.
Presentazione della tecnologia carbonio
La tecnologia carbonio è rappresentata da una piastra posizionata nella suola intermedia. Si colloca tra due strati di schiuma che forniscono un ammortizzamento protettivo con un effetto “rimbalzo”, mentre la piastra genera un effetto di propulsione grazie alla sua rigidità.

Quali sono i vantaggi del carbonio?
La tecnologia carbonio offre un miglior ritorno di energia. Favorisce la propulsione in avanti durante la corsa. Restituisce l'energia creata durante la falcata, grazie alla sua rigidità. In altre parole permette ai runner di essere più efficienti nella falcata, spendendo la stessa energia o anche meno rispetto a delle scarpe da running classiche senza piastra in carbonio. Al traguardo, le prestazioni risultano spesso migliorate.
È però importante ricordare che la piastra in carbonio non fa tutto. La schiuma che la avvolge ha un ruolo fondamentale. È la combinazione di queste due tecnologie a rendere questi modelli delle “supershoes”. La schiuma permette un assorbimento ottimale dell'energia e protegge anche dagli urti al momento dell'appoggio. In genere una schiuma più rigida abbinata a una piastra in carbonio è ideale per le distanze brevi: dai 5 km alla mezza maratona. Oltre, si preferiscono schiume un po' meno compatte perché aiutano a ridurre la fatica muscolare, integrata dall'uso di manicotti e manichette a compressione sulle lunghe distanze, tipo maratone. Ovviamente resta molto personale e ognuno ha sensazioni diverse a seconda delle scarpe. Bisogna prima di tutto ascoltare il proprio corpo e le proprie sensazioni!
È interessante precisare che World Athletics (cioè la Federazione Internazionale di Atletica) ha introdotto un regolamento per limitare le marche sull'uso delle piastre in carbonio. Durante le competizioni ufficiali su strada, lo spessore di una suola non può superare i 4 cm, mentre può esserci una sola piastra in carbonio all'interno della scarpa. È inoltre necessario che le scarpe in questione siano state approvate preventivamente dalla Federazione.
Analisi della performance
Guadagnare il 4% di efficienza è una cosa, misurarlo è un'altra. Per validare l'apporto delle piastre in carbonio, l'uso di un Garmin Forerunner 965 è indispensabile. Misura in modo nativo al polso le dinamiche di corsa (oscillazione verticale, lunghezza della falcata), permettendo di vedere concretamente come la tecnologia carbonio ottimizza la biomeccanica.
Il carbonio nelle scarpe da trail?
Nel trail, l'efficacia della piastra in carbonio nelle scarpe resta ancora da dimostrare. Pochi modelli dotati di piastra in carbonio sono disponibili, la maggior parte dei praticanti preferisce ancora le scarpe da trail tradizionali per la loro flessibilità. Inoltre non è semplice dimostrare l'effettiva efficacia di questa tecnologia quando il terreno è vario (sassi, sentieri, erba) e il dislivello è importante (i trail runner sono talvolta costretti a camminare).
Tuttavia, le scarpe da trail dotate di piastra in carbonio cominciano a comparire sempre più spesso ai piedi dei trail runner, soprattutto tra gli atleti élite. Guardando l'esempio molto recente dell'UTMB 2023 (Ultra Trail du Mont-Blanc), il podio maschile è composto esclusivamente da scarpe con piastra in carbonio:
- Jim Walmsley - prototipo HOKA Tecton X3
- Zach Miller - prototipo The North Face con piastra in carbonio
- Germain Granger - The North Face Summit Vectiv Sky
Al contrario, tra le prime tre donne di quell'UTMB, solo Katharina Hartmuth indossava una scarpa con piastra in carbonio.
- Courtney Dauwalter - Salomon S/Lab Genesis
- Katharina Hartmuth - HOKA Tecton X2
- Blandine L'Hirondel - Kiprun MT Cushion 2

Quali sono gli svantaggi delle scarpe con piastra in carbonio?
Anche se la piastra in carbonio è considerata una vera rivoluzione sul mercato del running, possono esserci alcuni svantaggi. In primo luogo, le scarpe da running dotate di piastra in carbonio richiedono un buon livello. Un runner medio può faticare a correrci e rischia anche di infortunarsi. Richiedono un certo livello di corsa per via della loro concezione specifica. Possono anche richiedere al runner un certo tempo di adattamento per sentirsi a proprio agio e performante.
Oltre a richiedere un buon livello, hanno una durata inferiore rispetto alle scarpe da trail running. La schiuma è molto leggera e si consuma più velocemente. Ricorda di sostituire le solette per prolungare il comfort dei modelli meno orientati alla competizione. Per questo motivo si usano solo il giorno della gara.
Inoltre sono considerate scarpe da gara di fascia alta e quindi vendute a prezzi più elevati, intorno ai 250€ o anche 300€.
I runner amatoriali possono usare scarpe dotate di piastra in carbonio?
Anche se sei un runner amatoriale, puoi ovviamente usare una scarpa dotata di piastra in carbonio. Se le sensazioni sono buone, ti permetterà di migliorare il tuo tempo, a seconda ovviamente della distanza, del terreno, ecc.
Esistono anche modelli simili ma dotati di piastra in Pebax o in Nylon invece che in carbonio. Queste piastre rappresentano una tecnologia a sé e offrono comunque un dinamismo interessante grazie alla loro rigidità. Questi modelli sono un buon compromesso, da usare durante gli allenamenti a ritmo maratona con una maglietta running tecnica traspirante, oppure in gara.
Potremmo citare i seguenti modelli: la Hoka Mach X, la Saucony Endorphin Speed, oppure la scarpa da trail Asics Fujispeed.

Lo avrai capito, le scarpe con piastra in carbonio, orientate alla performance, hanno creato una vera rivoluzione nel mondo della corsa. Usate dai migliori atleti, permettono di spingere ancora più lontano i limiti del possibile. Tuttavia non sono adatte a tutti i runner, per questo ti consigliamo di fare diversi test e di scegliere il modello di scarpe in carbonio uomo o donna che ti si addice di più. Per la prossima gara, ricorda di abbinare le scarpe a delle calze da running performanti per evitare gli sfregamenti, scopri la nostra selezione delle migliori scarpe in carbonio del momento. Per farlo, puoi venire in uno dei nostri negozi oppure sul nostro sito. I nostri tonton saranno felici di guidarti nelle tue ricerche!
FAQ - Tutto quello che c'è da sapere sull'utilità delle piastre in carbonio
Ti stai chiedendo se il passaggio al carbonio è adatto alla tua pratica? Ecco le risposte alle tue domande.
Qual è il reale guadagno di performance con una piastra in carbonio?
Gli studi mostrano un miglioramento dell'economia di corsa tra il 2% e il 4%. Questo si traduce in una minore fatica muscolare a una data andatura, permettendo di mantenere un'alta velocità più a lungo, soprattutto sul finale di maratona.
La piastra in carbonio modifica la falcata?
Sì, la rigidità della piastra e la geometria “rocker” (a dondolo) tendono a favorire un appoggio medio-piede o avampiede. Riduce anche la flessione delle articolazioni delle dita, diminuendo il lavoro meccanico del piede a vantaggio di un effetto leva più potente.
Esiste un rischio di infortunio con queste scarpe?
Il rischio esiste se il passaggio è troppo brusco. La rigidità sollecita di più i polpacci e il tendine d'Achille, modificando anche gli appoggi a livello della caviglia. È fondamentale integrare queste scarpe gradualmente nell'allenamento per lasciare al corpo il tempo di adattarsi.
Da quale velocità il carbonio diventa efficace?
Anche se tutti beneficiano dell'economia muscolare, l'effetto “rimbalzo” meccanico è più marcato oltre i 12-14 km/h. A andature più lente il beneficio è meno evidente perché la forza d'impatto al suolo non è sufficiente per comprimere la schiuma e attivare pienamente la piastra.
Perché non usare le scarpe in carbonio per tutti gli allenamenti?
Da un lato per preservare la loro durata limitata (spesso tra 300 e 500 km), dall'altro per non “disabituare” il piede a lavorare in modo naturale. Alternare con scarpe classiche permette di mantenere la forza intrinseca di piedi e caviglie.