Amanti della camminata, buona notizia: anche l'inverno è sinonimo di escursione! Grazie alle racchette da neve, la stagione invernale Le offre sentieri innevati e dislivelli per soddisfare il Suo desiderio di natura. Per approfittare al massimo delle escursioni invernali, Tonton Outdoor Le fornisce tutti i suoi consigli per camminare con le Sue racchette da neve!
La racchetta da neve resta lo strumento di libertà per eccellenza. Permette di esplorare la montagna invernale senza richiedere l'apprendimento tecnico dello sci alpinismo. Se il gesto somiglia alla camminata classica, muoversi su un manto nevoso instabile impone di padroneggiare alcuni riflessi per risparmiare energie e garantire la sicurezza. Non confonda accessibilità con impreparazione. Un'uscita riuscita si basa su una tecnica di cammino adatta al terreno e, soprattutto, su una perfetta sinergia tra le Sue scarpe e le racchette. Questa guida Le trasmette le chiavi per passare dalla semplice passeggiata a una vera escursione alpina controllata.
Che stia muovendo i primi passi o voglia perfezionare la posa del piede in traverso, scopra come ottimizzare ogni falcata per godere appieno dei paesaggi innevati.
La scelta delle scarpe
È l'errore più frequente: trascurare la scelta delle scarpe. Per fissare efficacemente una racchetta e camminare senza dolore, le Sue calzature devono rispondere a tre criteri tecnici precisi: impermeabilità, sostegno della caviglia e rigidità della suola.
I 3 tipi di scarpe consigliati
- Scarpe da trekking alte: la scelta migliore. Le scarpe da trekking alte offrono una protezione Gore-Tex indispensabile e una struttura rigida che non si deforma sotto la pressione delle cinghie della racchetta.
- Stivali tecnici da neve (Sorel, Meindl): ideali per il freddo intenso. Garantiscano un isolamento termico superiore ma talvolta mancano di precisione sui percorsi ripidi.
- Scarpe da grande escursione (B2/B3): per uscite impegnative. La loro suola molto rigida facilita gli appoggi in traverso e la tenuta nella staffa.
Perché bandire le sneaker e i doposci morbidi?
Le scarpe sportive classiche si impregnano d'acqua in pochi minuti. Peggio ancora, la loro struttura troppo morbida provoca punti di compressione dolorosi quando stringe le fissazioni delle racchette. Quanto ai doposci tipo "Moonboot", il loro volume eccessivo impedisce un corretto centraggio del piede, rendendo la camminata instabile e faticosa.
Il consiglio dei Tonton:
Abbini sempre le Sue scarpe a dei ghette se i Suoi pantaloni non ne sono provvisti. Impediscono alla neve di infiltrarsi dall'alto della tomaia durante i passaggi in polvere, mantenendo le Sue calze di lana merino perfettamente asciutte.
Come calzare e regolare le racchette?

Una buona regolazione garantisce una falcata fluida ed evita infortuni alla caviglia. La fissazione deve sostenere il piede senza comprimerlo, permettendo al contempo una rotazione naturale.
Il protocollo di regolazione in 3 fasi
- La regolazione della misura: regoli la lunghezza della piastra affinché la punta della Suo scarpa vada a battere contro lo stop anteriore. Il tallone deve posarsi al centro dell'area di sostegno posteriore.
- La tensione anteriore: blocchi il collo del piede. La cinghia o il sistema BOA deve essere saldo per evitare che la scarpa scivoli lateralmente.
- La tensione della caviglia: regoli il cricchetto posteriore. Una chiusura eccessiva interrompe la circolazione sanguigna; una troppo lasca provoca un'instabilità pericolosa in discesa.
Quando bloccare o liberare il tallone?
È una domanda ricorrente: bisogna lasciare il tallone libero? La regola è semplice: nella camminata normale e in salita, il tallone deve sempre restare libero per permettere il movimento di bascula. Si blocca il tallone solo in discesa tecnica o per retrocedere, per evitare che la racchetta "affondi" nella polvere.
Il consiglio dei Tonton:
Distinga bene il piede destro dal piede sinistro. Sulla maggioranza dei modelli, le fibbie di serraggio (ratchets) si trovano sempre sul lato esterno del piede per agevolare le manipolazioni ed evitare che le fissazioni si urtino tra loro.
Le tecniche di cammino a seconda del terreno

Camminare con le racchette non richiede uno sforzo tecnico particolare su terreno pianeggiante. Ma appena la pendenza aumenta o compare il traverso, adottare i giusti riflessi permette di risparmiare le articolazioni e assicurare la presa.
La salita: il vantaggio del rialzo per la salita
Di fronte alla pendenza, i Suoi polpacci vengono sollecitati intensamente. Per compensare l'inclinazione, usi la caletta di salita. Questo piccolo leveraggio situato sotto il tallone solleva il retro del piede, mantenendo il piede in orizzontale nonostante la pendenza.
Consigli di progressione
- Pendenza moderata: proceda diritto sulla pendenza utilizzando i ramponcini anteriori per la presa.
- Pendenza forte: se la salita diventa troppo ripida, adotti una traiettoria a tornanti (a Z) per ridurre lo sforzo cardiaco.
La discesa: gestione del peso e dei ramponi
In discesa il rischio è scivolare in avanti. Piegare leggermente le ginocchia e portare il peso sul retro della racchetta. Se la neve è dura, colpisca il suolo con fermezza per fare mordere i ramponcini posti sotto la piastra. In caso di pendenza molto ripida, può bloccare il tallone per maggiore stabilità.
Il traverso: il passo laterale
Attraversare una pendenza in traverso è l'esercizio più delicato. Le racchette tendono a scivolare verso il basso. Per contrastare questo fenomeno, affondi con vigore il bordo della racchetta lato montagna (a monte) per creare una piccola piattaforma.
Il consiglio dei Tonton:
Nella polvere profonda, non cerchi di sollevare troppo le ginocchia. Lasci scorrere la racchetta sulla neve per risparmiare energia. È ciò che si chiama camminata "scivolata", una tecnica ideale per le uscite lunghe nel bosco.
L'uso dei bastoncini

Per camminare bene con le racchette, i bastoncini da trekking non sono un'opzione ma una vera necessità. Trasformano la Sua camminata in un movimento a "quattro ruote motrici", sollevando le ginocchia e stabilizzando la progressione nella neve polverosa o ghiacciata. Usare i bastoncini durante le escursioni invernali con le racchette da neve migliora il Suo equilibrio, soprattutto in discesa o nei passaggi nella neve soffice. La aiutano a riprendersi in caso di scivolata e Le offrono un punto d'appoggio per mettersi in sicurezza. Inoltre, come nelle escursioni estive, i bastoncini fanno lavorare la muscolatura superiore e alleviano quindi le gambe durante lo sforzo! Infine, i Suoi bastoncini saranno molto pratici anche per innestare o disinnestare le calette di salita!
Regolare correttamente i bastoncini
Su terreno piano, il Suo gomito deve formare un angolo di 90°. In salita, accorci i bastoncini di 5-10 cm per una migliore spinta. In discesa, allunghi i bastoncini dello stesso valore per cercare l'appoggio più avanti senza piegare la postura.
La rondella invernale: l'accessorio indispensabile
Non parta mai con rondelle estive (piccole e strette). Si infossano istantaneamente nella neve, rendendo il bastoncino inutile. Usi delle rondelle larghe (diametro > 80 mm) che offrono la galleggiabilità necessaria per appoggiarsi sul manto nevoso senza attraversarlo.
Il gesto tecnico
Il bastoncino deve essere piantato in sincronizzazione con il piede opposto. Per maggiore stabilità in traverso, pianti il bastoncino valle (lato pendio) leggermente più avanti sul lato per allargare la base di appoggio.
La sicurezza delle dragonne
In pendii ripidi o in boschi fitti, non infili le mani nelle dragonne. In caso di caduta è imperativo poter lasciare immediatamente i bastoncini per evitare una distorsione del polso o del pollice.
La sicurezza, anche con le racchette
Poiché la racchetta permette di accedere a zone selvagge e non attrezzate, ci espone agli stessi rischi dello sci alpinismo. Uscire dai sentieri segnalati impone una lettura del terreno e un equipaggiamento di soccorso adeguato.
Il trittico di sicurezza indispensabile:
Appena si muove in terreno montano fuori dalle zone battute, il porto del kit di sicurezza è non negoziabile:
- DVA (Détecteur de Victimes d'Avalanches): portato vicino al corpo, in modalità emissione per tutta la durata dell'uscita.
- Pala da neve: indispensabile per liberare una vittima o allestire un riparo d'emergenza. Preferisca una pala con badile in alluminio.
- Sonda: per localizzare con precisione una persona sepolta. Una lunghezza di 2,40 m è lo standard di sicurezza.
Preparare il proprio itinerario
Prima di calzare le racchette, consulti sistematicamente il BRA (Bulletin d'Estimation du Risque d'Avalanche). Una pendenza superiore a 30° o una recente accumulazione di neve sospinta dal vento (placche) sono segnali di allerta.
Il consiglio dei Tonton:
Non parta mai da solo senza aver comunicato il Suo itinerario a una persona di fiducia. Pensare anche a caricare il telefono al massimo e a tenerlo al caldo contro il corpo perché il freddo scarica le batterie al litio in modo rapido e marcato.
Domande frequenti sulla camminata con le racchette
Si può usare le racchette con i doposci?
Non è consigliato. I doposci morbidi (tipo Moonboots) mancano di sostegno laterale e si comprimono sotto le cinghie, creando punti di dolore. Preferisca scarpe da trekking alte e impermeabili per una regolazione precisa.
Come capire se le mie racchette sono nel verso giusto?
È semplice: le fibbie e le cinghie di serraggio devono sempre trovarsi sul lato esterno del piede. Se le fibbie sono all'interno, rischia di urtarle e aprirle accidentalmente camminando.
Bisogna bloccare il tallone in discesa?
Il blocco del tallone è facoltativo. È utile solo in discese molto ripide o per camminare all'indietro. Nella camminata normale e in salita, lasci sempre il tallone libero per mantenere una falcata naturale e risparmiare energia.
Qual è la scarpa migliore per le racchette da neve?
La scarpa da trekking a collo alto con membrana impermeabile (Gore-Tex) è l'ideale. Offre il miglior compromesso tra protezione termica, sostegno della caviglia e traspirabilità.